domenica 29 aprile 2018

Dedicato alla arguzia, ad Antonio Terenzio ed ai marziani

Leggendo divertito i post di una mia amica che passa il suo tempo a commentare su fb i fatti della politica, mi imbatto nel solito commento di uno dei supporter del Movimento 5Stelle che, in barba della nuova linea governista e responsabile del Movimento, ripropone per l'ennesima volta lo slogan da striscione di curva sud che ci ha assordato in questi anni... "... io li ho appena votati ... non mi sento proprio un cojone dato che per la prima volta qualcuno ha il coraggio di mettere Berlusconi alla porta, anzi fuori dalla porta ... se tu sei un fiancheggiatore di pregiudicato per frode fiscale e finanziatore della mafia ... il problema sei tu / voi".

domenica 4 marzo 2018

E' il 4 marzo, giorno del voto. Per la prima volta il mio sarà un voto incoerente.

Oggi è giorno di voto e io vado a votare. Per la prima volta nella mia vita, sento che il mio voto sarà incoerente e dedico al voto una parentesi stretta di tempo. Qualche minuto senza aver assolto in realtà alcun impegno attivo pur avendo chiare le mie idee e cosa voterò.
Ho sempre militato politicamente, sono sempre stato fiero delle mie idee e delle scelte politiche che ho compiuto, sempre cercando la via giusta che mi portasse il più vicino possibile agli interessi degli sfruttati, per la democrazia e l'antifascismo.
E lo sono tuttora, avendo fatto da tempo la scelta di vivere la mia politica nell'impegno sociale e sindacale.

sabato 3 febbraio 2018

TE LO DO IO IL SOVRANISMO

BASTAAAAAA!
Io, uomo di sinistra, dico che le responsabilità più gravi per la crisi del nostro tempo sono sulle spalle di quanti, sostenendo di ispirarsi/richiamarsi/essere di sinistra, non hanno il coraggio di mettere in discussione il neoliberismo o, piuttosto, hanno l'interesse a sostenerlo.
Io, uomo di sinistra, sono e mi batto per la Sovranità Alimentare; ovvero per il diritto democratico dei popoli (esercitato con le forme di governo che si danno) di determinare il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo. Il contrario del modello imposto dal dominio agroalimentare del capitalismo del nostro tempo che espropria di diritti e di democrazia i cittadini e scarica sui territori i prezzi di una accumulazione selvaggia e primitiva.
Non basterà ai demagoghi della modernità neoliberista, spesso nascosti dietro la rassicurante ideologia conservatrice della tutela dell'esistente, tacciare di "sovranismo" la ricerca di democrazia e giustizia sociale nel modello economico.

sabato 27 gennaio 2018

Imprescindibili

Hay hombres que luchan un día y son buenos. Hay otros que luchan un año y son mejores. Hay quienes luchan muchos años, y son muy buenos. Pero hay los que luchan toda la vida, esos son los imprescindibles Bertolt Brecht

mercoledì 17 gennaio 2018

Rifondare il sindacato della terra

Quando alla fine degli anni ’90, dopo diversi anni di lavoro sociale nelle campagne, muovendo da un’Associazione nata in Basilicata che conduceva iniziative contro il caporalato nelle campagne (l’Associazione Michele Mancino di cui ero il Presidente) abbiamo dato vita al percorso che ci avrebbe portato a Genova nel luglio 2001 riunendo i soggetti attivi del mondo agricolo contro la deriva neoliberista che determinava la crisi, non volevamo fare un sindacato.
Volevamo solo “cambiare il destino dell’agricoltura italiana mettendo in campo un progetto nuovo”.
Nacque, così, il Foro Contadino – Altragricoltura: uno spazio unitario in cui si incontrarono fin da subito agricoltori, allevatori, cittadini socialmente impegnati e provenienti dai percorsi più diversi.

sabato 24 giugno 2017

Oggi è il 24 giugno, auguri per un nome mai avuto.

Alla Ricerca del destino perduto e di un nome mai dato.

Non ho mai festeggiato il mio onomastico né, tantomeno, ho fatto gli auguri a qualcuno per il suo.
Oggi, che è il 24 giugno e, come mi ricordano tutti i social, televisioni, giornali, è San Giovanni, voglio fare gli auguri a Giuseppe, Renato, Bernardo, Vasco e Oscar, ricordando mio padre Luciano e cercando di capire i segni del mio destino.
Sui social, del resto, la valanga degli auguri di oggi è spesso accompagnata da citazioni che sottolineano questo o quel significato del nome "Giovanni" per trarne il vaticinio per il futuro giacché è vulgata popolare il ritenere che nel nome ci siano i segni del destino di ognuno di noi.

domenica 21 maggio 2017

Il presagio del sogno e il regalo del tempo.

C'era un sogno ricorrente che facevo una volta e che di tanto in tanto invadeva le mie notti lasciandomi stravolto al risveglio.
Un sogno tutto mio, che mi coinvolgeva fisicamente e di cui ancora oggi sento i suoni ovattati, gli odori, il coinvolgimento pieno del mio corpo, il senso di pace che mi pervadeva, il sorriso straniato che mi lasciava al risveglio, l'inquietudine che mi accompagnava nel ripensarlo, l'ansia nell'attendere che tornasse.
Un sogno che facevo con una qualche ricorrenza da bambino per poi diventare meno frequente da adolescente fino ad abbandonarmi negli anni.
Mi alzavo in aria e volavo come può fare un'aquila. No, non era volare; non era spostarsi da un punto all'altro volando più o meno velocemente. Piuttosto era come se levitassi.