sabato 27 gennaio 2018
mercoledì 17 gennaio 2018
Rifondare il sindacato della terra
Quando alla fine degli anni ’90, dopo diversi anni di lavoro sociale nelle campagne, muovendo da un’Associazione nata in Basilicata che conduceva iniziative contro il caporalato nelle campagne (l’Associazione Michele Mancino di cui ero il Presidente) abbiamo dato vita al percorso che ci avrebbe portato a Genova nel luglio 2001 riunendo i soggetti attivi del mondo agricolo contro la deriva neoliberista che determinava la crisi, non volevamo fare un sindacato.
Volevamo solo “cambiare il destino dell’agricoltura italiana mettendo in campo un progetto nuovo”.
Nacque, così, il Foro Contadino – Altragricoltura: uno spazio unitario in cui si incontrarono fin da subito agricoltori, allevatori, cittadini socialmente impegnati e provenienti dai percorsi più diversi.
Volevamo solo “cambiare il destino dell’agricoltura italiana mettendo in campo un progetto nuovo”.
Nacque, così, il Foro Contadino – Altragricoltura: uno spazio unitario in cui si incontrarono fin da subito agricoltori, allevatori, cittadini socialmente impegnati e provenienti dai percorsi più diversi.
sabato 24 giugno 2017
Oggi è il 24 giugno, auguri per un nome mai avuto.
Alla Ricerca del destino perduto e di un nome mai dato.
Non ho mai festeggiato il mio onomastico né, tantomeno, ho fatto gli auguri a qualcuno per il suo.
Oggi, che è il 24 giugno e, come mi ricordano tutti i social, televisioni, giornali, è San Giovanni, voglio fare gli auguri a Giuseppe, Renato, Bernardo, Vasco e Oscar, ricordando mio padre Luciano e cercando di capire i segni del mio destino.
Sui social, del resto, la valanga degli auguri di oggi è spesso accompagnata da citazioni che sottolineano questo o quel significato del nome "Giovanni" per trarne il vaticinio per il futuro giacché è vulgata popolare il ritenere che nel nome ci siano i segni del destino di ognuno di noi.
Non ho mai festeggiato il mio onomastico né, tantomeno, ho fatto gli auguri a qualcuno per il suo.
Oggi, che è il 24 giugno e, come mi ricordano tutti i social, televisioni, giornali, è San Giovanni, voglio fare gli auguri a Giuseppe, Renato, Bernardo, Vasco e Oscar, ricordando mio padre Luciano e cercando di capire i segni del mio destino.
Sui social, del resto, la valanga degli auguri di oggi è spesso accompagnata da citazioni che sottolineano questo o quel significato del nome "Giovanni" per trarne il vaticinio per il futuro giacché è vulgata popolare il ritenere che nel nome ci siano i segni del destino di ognuno di noi.
domenica 21 maggio 2017
Il presagio del sogno e il regalo del tempo.
C'era un sogno ricorrente che facevo una volta e che di tanto in tanto invadeva le mie notti lasciandomi stravolto al risveglio.
Un sogno tutto mio, che mi coinvolgeva fisicamente e di cui ancora oggi sento i suoni ovattati, gli odori, il coinvolgimento pieno del mio corpo, il senso di pace che mi pervadeva, il sorriso straniato che mi lasciava al risveglio, l'inquietudine che mi accompagnava nel ripensarlo, l'ansia nell'attendere che tornasse.
Un sogno che facevo con una qualche ricorrenza da bambino per poi diventare meno frequente da adolescente fino ad abbandonarmi negli anni.
Mi alzavo in aria e volavo come può fare un'aquila. No, non era volare; non era spostarsi da un punto all'altro volando più o meno velocemente. Piuttosto era come se levitassi.
Un sogno tutto mio, che mi coinvolgeva fisicamente e di cui ancora oggi sento i suoni ovattati, gli odori, il coinvolgimento pieno del mio corpo, il senso di pace che mi pervadeva, il sorriso straniato che mi lasciava al risveglio, l'inquietudine che mi accompagnava nel ripensarlo, l'ansia nell'attendere che tornasse.
Un sogno che facevo con una qualche ricorrenza da bambino per poi diventare meno frequente da adolescente fino ad abbandonarmi negli anni.
Mi alzavo in aria e volavo come può fare un'aquila. No, non era volare; non era spostarsi da un punto all'altro volando più o meno velocemente. Piuttosto era come se levitassi.
domenica 12 marzo 2017
LE NOSTRE IDEE NON MORIRANNO MAI!
Oggi è il 12 Marzo 2017. Quaranta anni fa, le città, le università, i quartieri popolari italiani esplodevano.
Io partii la sera dell'11 marzo 1977 da Firenze dove studiavo, lasciai la facoltà occupata e l'albergo di Via dei Calzaioli (cento metri dal Duomo ocupato con gli studenti fuorisede) e con tanti altri da tante altre città andammo a Bologna dove il giorno prima era stato ucciso dai colpi sparati ad altezza d'uomo mentre scappava Francesco Lorusso, uno di noi.
Era morto a Bologna, la "grassa" o, se vi piace, "la rossa" e la sua morte fu il punto di svolta di un movimento, quello del '77, che avrebbe segnato la storia di questo Paese. Nulla sarebbe rimasto come prima.
Per la prima volta soggetti sociali nuovi irrompevano sulla scena politica e nella vita reale del Paese rifiutando le categorie e le strategie con cui i partiti storici e i sindacati avevano fino ad allora interpretata la democrazia.
venerdì 2 dicembre 2016
Sul Referendum Costituzionale: per un voto consapevole.
A proposito di merito delle questioni. Valerio Onida è stato Presidente dell'Associazione Nazionale Giuristi Costituzionalisti, Giudice Costituzionale e Presidente della Corte Costituzionale. Questo il suo pensiero in una lucidissima sintesi
sabato 19 novembre 2016
TELEVENDITE, COSTITUZIONE E INSONNIA
TELEVENDITE, COSTITUZIONE E INSONNIAIeri sera ho passato la serata a fare zapping tv per evitare di ascoltare le dichiarazioni di Renzi che incombeva con il suo linguaggio "acchiapapolli" e le sue banalità demagogiche e propagandistiche su tutti i canali.
Sembrava che tutte le emittenti mandassero a reti unificate una di quelle trasmissioni americane fiume con la voce doppiata in sovraimpressione di vendita di set di coltelli da cucina con in omaggio tre pentole e "se chiami entro i prossimi cinque minuti anche il superamento del bicameralismo paritario di cui si discute da trent'anni ma che noi ganzi finalmente lo facciamo".
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